Storia dell'Istituto


La nostra scuola... la sua lunga storia

L'Istituto Canossiano di via della Chiusa a Milano ha una storia ultra centenaria, come si legge nelle cronache della casa. Si tratta di una fondazione offerta dalla contessa Carolina Durini e da altri insigni benefattori tra cui il march. Giacomo Mellerio, che contribuì generosamente per l'acquisto della nuova sede delle Figlie della Carità. Antica proprietà dei monaci Certosini, conserva tuttora il genio dell'architettura dei signori che in seguito vi abitarono. E' situata presso la parrocchia di S. Lorenzo e venne canonicamente eretta il 10 settembre 1823. Con l'anno scolastico 1897/98 si incominciarono le prime classi di alunni. Da quando nel quartiere erano sorte case, non c'erano mai state scuole comunali, quindi la frequenza alle classi dell'Istituto era assai numerosa. Successivamente, a motivo della richiesta di accoglienza di alunni più piccoli sua Eminenza Card. Ildefonso Schuster, come si legge nella stessa cronaca, il 22 giugno 1931, alla presenza di numerose autorità, diede inizio all'apertura della scuola, per i più piccoli, allora chiamata asilo. Da quel tempo, la Scuola per l’infanzia ha sempre visto l’afflusso di bambini, provenienti dal centro storico, ma anche da fuori città. Oggi, la nostra è Scuola paritaria pubblica, divenuta tale con decreto ministeriale del 28 febbraio 2001, Prot.488/28-10 che all'art.1 cita testualmente: “La scuola materna non statale autorizzata “Istituto Canossiano” con sede in VIA DELLA CHIUSA, 9 comune di MILANO, è riconosciuta scuola paritaria ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62, a decorrere dall'anno scolastico 2000/2001”. Essa ha mantenuto la sua identità di scuola cattolica canossiana. È luogo educativo che, a partire dalla scelta della fede cristiana, cerca di trasmettere la conoscenza ed il senso della vita, dell’uomo, del mondo e della storia. Inoltre, essa trae dalla passione educativa della Fondatrice, S. Maddalena di Canossa, l’intento di promuovere integralmente la persona del bambino, riconosciuto centro dell’azione educativa, adottando uno stile improntato al dialogo, all'accoglienza, alla predilezione per i più deboli, per i più bisognosi, sotto ogni punto di vista, senza esclusione alcuna; uno stile caratterizzato da pazienza, da ferma dolcezza e da dolce fermezza. La nostra scuola dell’infanzia concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini, promuovendone la potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento nel pieno rispetto e nella valorizzazione dei ritmi evolutivi delle capacità e dell’identità di ciascuno. Essa educa il bambino con attività e interventi personalizzati, che lo aiutino a raggiungere l’identità, l’autonomia, e a sviluppare le proprie competenze e il senso della cittadinanza, attraverso gli ambiti del fare, del sentire, del pensare, del mettersi in relazione, del comunicare, dell’esprimersi in un clima di serenità, di fiducia e di familiarità. Al centro del suo operare pone i valori della vita, dell’accoglienza, della condivisione, della solidarietà, della temperanza e della pace. Nel rispetto della primaria responsabilità dei genitori contribuisce alla formazione integrale dei bambini, consentendo il raggiungimento di quegli obiettivi che li aiuteranno ad affrontare con serenità, entusiasmo ed adeguata preparazione il passaggio alla Scuola Primaria.

S. Maddalena di Canossa


Maddalena Gabriella dei marchesi di Canossa (Verona, 1 marzo 1774 - Verona, 10 aprile 1835) fu la fondatrice delle Figlie e dei Figli della Carità; nel 1988 è stata proclamata Santa da papa Giovanni Paolo II.
Nata a Verona nel 1774, appartiene a una delle famiglie più illustri nell'Italia del tempo. Orfana di padre e abbandonata dalla madre, a 7 anni viene affidata a un'istitutrice. A 17 si trova nel Carmelo di Trento e poi in quello di Conegliano (TV). Tornata a casa, nel 1801 ospita nel palazzo di famiglia due povere ragazze, raccolte da lei stessa. Nel 1808 inizia con altre ragazze in difficoltà un'esperienza di vita in comune presso l'ex convento delle Agostiniane veronesi: nascono le Figlie della Carità, suore educatrici dei poveri. È la stessa Maddalena a scriverne le regole nel 1812, a Venezia, chiamata da Antonangelo e Marcantonio Cavanis (due fratelli patrizi, entrambi sacerdoti) per fondare un'altra casa d'istruzione per ragazze, mentre loro hanno creato le scuole gratuite maschili. Maddalena ottiene l'assenso pontificio da Pio VII; in seguito si reca a Venezia, a Milano e poi a Bergamo e a Trento, per fondare nuove sedi e scuole. La sua stessa residenza patrizia veronese accoglie ragazze povere, strappate alla miseria per renderle protagoniste della loro vita. Mentre prepara l'apertura di altre sedi a Brescia e a Cremona nel 1835 la morte la coglie a Verona.

Martirologio Romano: A Verona, santa Maddalena di Canossa, vergine, che di sua volontà rigettò tutte le ricchezze del suo patrimonio per seguire Cristo e fondò i due Istituti dei Figli e delle Figlie della Carità per promuovere la formazione cristiana della gioventù.

S. Giuseppina Bakhita


Giuseppina Bakhita (Olgossa, 1869 - Schio, 8 febbraio 1947) è stata una religiosa sudanese, appartenente alla Congregazione delle Figlie della Carità; papa Giovanni Paolo II l'ha proclamata santa il 1º ottobre 2000.
Nasce nel Sudan nel 1869, rapita all'età di sette anni, venduta più volte, conosce sofferenze fisiche e morali, che la lasciano senza un'identità. Sono i suoi rapitori a darle il nome di Bakhita («fortunata»). Nel 1882 viene comprata a Kartum dal console Italiano Calisto Legnani. Nel 1885 segue quest'ultimo in Italia dove, a Genova, viene affidata alla famiglia di Augusto Michieli e diventa la bambinaia della figlia. Quando la famiglia Michieli si sposta sul Mar Rosso, Bakhita resta con la loro bambina presso le Suore Canossiane di Venezia. Qui ha la possibilità di conoscere la fede cristiana e, il 9 gennaio 1890, chiede il battesimo prendendo il nome di Giuseppina. Nel 1893, dopo un intenso cammino, decide di farsi suora canossiana per servire Dio che le aveva dato tante prove del suo amore. Divenuta suora, nel 1896 è trasferita a Schio (Vicenza) dove muore l'8 febbraio del 1947. Per cinquant'anni ha ricoperto compiti umili e semplici offerti con generosità e semplicità.

Martirologio Romano: Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti. 

Obblighi di trasparenza


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